Google

Web difossombrone.it

L'ideale canino di Max von Stephanitz

“Il tempestivo, quanto opportuno riscontro al modello di riferimento”

a cura di Dario Sgroi

In definitiva, attingendo anche dal prodotto di selezione della ormai estinta società cinofila speciale denominata Philax dopo qualche anno di selezione dei biotipi già esistenti sul territorio germanico, si arrivò alla definizione d’una razza di cane da pastore - di dignità nazionale - in grado di accentrare a sé tutte le caratteristiche ritenute adeguate all’ottenimento di un cane da utilizzo in possesso di una struttura muscolo scheletrica robusta e tonica, dall’aspetto esteriore gradevole, dotato di un’espressione accattivante.

selezione philax

Questa è la conclusione più accettabile per comprendere le origini (più recenti e documentate storicamente) del Cane da Pastore “tedesco” - incarnato nell’ideale canino in Hektor Linksrhein, ufficialmente designato nel 1899 dal Capitano di Cavalleria "Max Emil Friederich Stephanitz" - fondatore e primo presidente dell’associazione cinofila S.V. Deutsche Schäferhunde Verein 
Occorre ribadire che il cane da pastore, per propria indole, era il tipo canino più adatto alla definizione di una razza, con marcate doti da utilità (con pieno riconoscimento nazionale). 
Ebbene, i ceppi indigeni di cane da pastore caratteristici di alcune regioni del centro e del sud di Germania, come si è detto, ebbero una certa diffusione subito dopo l’esperienza della società canina Philax. Questa è la versione ufficiale che riguarda i territori germanici. Non bisogna tralasciare però altre fonti storiche, riportate e sostenute dagli zoologi francesi, Mégnin e Dechambre giusto per nominare i più noti. La ormai celebre diatriba tra Francia (l'appoggio dell'Inghilterra) e Germania per l'attribuzione delle origini razziali facenti capo al pastore tedesco. E' bene fare giusto un piccolo appunto storico. 

La Prussia nella guerra contro la Francia di Napoleone III (1870-71) ebbe modo di annettere i territori di confine di Alsazia e Lorena (entrate a far parte del territorio francese solo dopo la I° guerra mondiale 1919). Mégnin in uno dei suoi libri (Le Chien) descrive appunto che l'origine dello Schäferhund è da attribuirsi al ceppo alsaziano, già preesistente da molti secoli nella zona della valle del Munster, in Alsazia appunto.

Tale ceppo di cane da pastore a sua volta sarebbe stato la risultante genetica degli accoppiamenti di una razza di cane da pastore scozzese introdotta in zona nel X° secolo con il lupo dei Vosgi, presente in quelle zone di media montagna. Si racconta, che i nuovi conquistatori attratti dalle qualità fisiche e prestazionali del cane di Münster, avrebbero introdotto in Germania questa varietà incrociandola con altri ceppi di cane da pastore regionali, già presenti nel territorio germanico- prussiano. 

Ecco, a questo punto è bene esaminare, per quanto possibile, le varietà tipologiche dei cane da pastore che bene o male avevano raggiunto una propria identità morfologica e che risultano documentate (e fotografate) almeno alla fine del '800.

Nell'allora Impero Germanico unificato (dopo la guerra con la Francia del 1871) la varietà tipologica del cane da pastore del distretto turingio era il più ricercato (pelo medio con sottopelo e pelo corto), sia perché più confacente ai gusti estetici dei cinofili del tempo, sia per la particolare dinamicità fisica e caratteriale. Diversamente il tipo del Wüttemberg, indipendentemente dalla lunghezza del pelo (vi erano almeno due specie uno a pelo lungo e l'altro a pelo medio) era meno richiesto; sebbene di taglia fosse più rilevato, questo ceppo presentava degli inestetismi che risultavano evidenti, come le orecchie non portate completamente erette o divergenti; tuttavia, un’accurata selezione portò questa varietà nel tempo ad essere popolare superando anche la varietä turingia, per la taglia più rilevata, per l'ossatura robusta e per la produzione di movimento più ampia assicurata da muscolosi arti posteriori; dal punto di vista estetico questo tipo acquistò maggior credito da parte dei sempre più numerosi appassionati del cane da pastore in Germania. In verità un'altra varietà tipologica era ben presente, sebbene si avvicinasse molto a quella del Wuttemberg: quella della Svevia (Schwaben).
In seguito alla crescente domanda di cani da pastore, da parte dei nuovi estimatori, diversi commercianti (ed una parte degli stessi pastori) si adoperarono alacremente per soddisfare questa richiesta di mercato. 
Essi per pochi Marchi reali (allora Reich Marken) acquistavano degli esemplari canini nel Wüttemberg, in Svevia, più al centro in Turingia ed Hessen che poi rivendevano nelle città a fronte di un lauto guadagno (10, 20 volte più del prezzo d’origine), senza badare certo all’aspetto qualitativo o ricercando i suggerimenti che von Stephanitz ormai da anni cercava di diffondere ed infondere, nei cinofili ed in specie ai novizi allevatori di cane da pastore del tempo. 

Fortunatamente ci fu chi rimase fedele ai sani principi di una selezione, intesa come miglioramento delle qualità da impiego. E’ bene ricordare fra i pastori Arnholdt della fattoria di Birkem nei pressi di Blankenheim (affisso "von Birkem"), Ehnert di Röden, Gozmann di Glostermainfeld e Weber di Geussnistz (i quali entrarono a far parte della novella associazione per il pastore tedesco la Deutsche Schäferhund Verein - S.V.) 
Di particolare rilievo gli allevatori di cane da pastore nel distretto di Francoforte, come Herr Sparwasser (a detta di von Stephanitz, un allevatore amatoriale che preferiva seguire le tendenze estetiche del momento), Herr Wachsmuth, titolare dell’omonimo affisso nel distretto turingio. Altri importanti allevamenti del tempo che diedero vita ai precursori di Hektor Linksrhein erano nel distretto del Wuttemberg, l'affisso Plieningen di Herr Hess e l'affisso Neckarursprung di Herr Sepp di Hilsbach ed il famoso affisso von der Kröne di Herr Eiselen (cui appartenne Hektror Linksrhein ceduto poi a Herr Sparwasser, in ultimo acquistato all'età di 4 anni dal Capt. Max von Stephanitz ).

Nonostante il buon operato di diversi operatori cinofili, era necessario dare una svolta a questa tendenza poco ortodossa volta al solo scopo di lucro. 
Il cane da pastore oltre che conseguire un consenso generale presso i propri estimatori aveva ormai un proprio bacino di utenza che occorreva indirizzare in modo costruttivo verso un modello di cane da pastore “unificato” che avrebbe dovuto costituire le fondamenta di una futura evoluzione razziale. I tempi erano maturi per operare una scelta decisiva in tal senso. Visto ormai il moltiplicarsi degli incroci tra esemplari caratteristici dei diversi contesti territoriali, la contestuale scoperta del “tipo morfologico e caratteriale ideale” incarnato da Hektor costituì una adeguata quanto appropriata risoluzione ad un’esigenza generale: la definizione di un’unica razza di cane da pastore rappresentativa dei vari Länder (distretti regionali) e dell’intera nazione, un modello di cane talmente valido ed efficiente da esportare anche oltre frontiera. Il capitano von Stephanitz da anni era dedito alla ricerca del modello ideale di cane da pastore. Presso il suo centro in Grafrath svolgeva una selezione mirata tra i vari ceppi di cane da pastore ed era sempre pronto a viaggiare per i vari contesti territoriali della Germania allorquando riceveva notizie di un dato allevamento o dell’operato molto attivo e specializzato dei pastori, in specie nel Wüttemberg o in Turingia o Franconia. 
Ciò che von Stephanitz intendeva riscontrare in un soggetto di cane da pastore erano in particolar modo delle doti eccezionali di utilità (che preludevano obbedienza e capacità intellettive) integrate in una struttura morfologica idonea

La concomitanza di un aspetto esteriore gradevole poteva rivestire una certa importanza, tuttavia, ritenuta di secondaria importanza rispetto la precipua funzione ausiliaria all'uomo cui il cane da pastore di Germania doveva essere in grado di assolvere. La svolta vera e propria, come testé accennato, si ebbe nel 1899 con un esemplare di oltre 4 anni, Hektor von Linksrhein, rinominato poi con il nome di Horand e con l'affisso di Grafrath.

La madre di Hektor, Lene von Sparwasser (i cui genitori Greif e Lotte furono a sua volta acquistati dall'affisso Wachsmuth nel distretto turingio), corrispondeva alle caratteristiche morfologiche della varietà turingia, però con evidenti miglioramenti morfologici. Era noto che l’allevatore Sparwasser del distretto di Francoforte si riferisse alla vicina Turingia per acquisire gli esemplari di cane da pastore per il proprio allevamento, tuttavia, egli doveva avere accesso ad un particolare ceppo genetico modificato, per alcuni aspetti morfologici. Il cap. Max von Stephanitz per spiegarsi la diversità tipologica della madre di Hektor, Lene v. Sparwasser (generata a sua volta dal bianco Greif x Lotte), rispetto la media qualitativa della varietà di appartenenza, arrivò alla conclusione che alcuni esemplari di tipo turingio in qualche occasione dovevano essersi incrociati (selezione indotta dall’uomo o naturale) con una data varietà di cane da pastore di tipo nordico; ipotesi plausibile anche per la relativa vicinanza degli ambiti territoriali in questione e per il manto di color bianco di Greif.


I ceppi tipologici utilizzati per la selezione del cane da pastore tedesco

Il tipo weiß norddeutscher Schäferhund presentava generalmente il pelo di pigmento bianco, sebbene di diverse varietà. 

Nel caso specifico doveva trattarsi dello stockhaarig (manto a pelo liscio di media lunghezza con sottopelo fitto) dotato di corporatura medio-grande dalle linee corporee gradevoli, armoniose, buona angolature, d’aspetto più gradevole rispetto i cani da pastore delle regioni del centro-sud.

A conferma di ciò il tipo corporale di Hektor, riguardo il formato, al garrese misurava ca. 62cm. e differiva quindi dal biotipo Turingio, di taglia più piccola (circa 50/55cm). Occorre segnalare inoltre che a seguito degli esperimenti di selezione canina effettuati dalla società Philax nel periodo dal 1891 fino al 1895, furono utilizzati vari ceppi di cane da pastore (fra i quali anche l'alsaziano) allo scopo di fissare delle specifiche caratteristiche morfologiche e caratteriali. Le varietà utilizzate spaziavano dai cani da pastore presenti nei comprensori tedeschi del centro (Franconia, Turingia, Hessen, Rheinland) e del nord (Westfalia, Sassonia) utilizzando in specie questi ultimi, oltre che per apportare geneticamente una maggiore taglia, soprattutto per attuare delle migliorie di tipo estetico alle varietà tipologiche che ne abbisognavano.

Come affermò von Stephanitz nel suo libro – “in parte, Hektor poteva anche essere la risultante genetica del breve operato della società canina Philax”. In ogni caso, vari ceppi di cane da pastore, con caratteristiche morfologiche simili, alla fine del '800, popolavano tutto il bacino mitteleuropeo, sebbene con diversi elementi fisici esteriori. E’ sufficiente ricordare alcune varietà francesi più simili al cane da pastore dei territori germanici centro meridionali come il Malinois, il Beauceron o il pastore Belga. 

In linea di massima i cani da pastore a pigmento più scuro (grigio screziato con focature giallastre, nero melangiato o unicolore) popolavano il centro ed il sud, mentre nelle regioni più a nord, essi, nei ceppi più integri, presentavano in maggioranza un pelo dal pigmento bianco unicolore (altresì con piccole zone di pigmento leggermente più scuro). Un discorso a parte riguarda il cosiddetto Altendeutsch (cane da pastore tipo antico) al tempo ancora presente nelle aree rurali del sudbayern, Svizzera, ost Preussien (zona sud-orientale della Germania). Era un tipo di cane da pastore varietà zothhaarig di taglia grande, usato per la guardia degli armenti o sorveglianza della fattoria (vedi “Ruß von der Kröne“ ; un altro tipo di cane da pastore era il lang rauhhaarig (vedi Titan von der Kröne) alcuni esemplari furono adoperati per la riproduzione, molto limitatamente, nei primissimi anni dalla fondazione della S.V.. 

L’introduzione dei bianchi a nord (solo per citare in tempi relativamente recenti) probabilmente si ebbe almeno fino al 1600 circa, con l’instaurazione della lega Anseatica (XII-XVII secolo). Le città del nord di Germania (Lubecca, Amburgo, Brema), come anche le città di Belgio e Olanda che si affacciavano sul mare, ebbero grande influenza su tutti i paesi del Mar Baltico sino alla Svezia ed Islanda, ed anche nei riguardi della più vicina Inghilterra. E’ facile pensare che insieme agli scambi commerciali fossero approdati nel comprensorio nord europeo anche ceppi genetici di cani nordici. Ritengo che lo scritto "Oeconomia ruralis et domestica" di Johann Coler - fine del 1600) bene si presta per spiegare l'introduzione di questi ceppi di cane da pastore e da utilità nei territori a nord della Germania dove appunto, nel trattato di zoologia, Coler descriveva il tipo islandese e norvegese, nella varietà con il manto a pelo lungo di color bianco, dalla taglia medio grande e di ossatura robusta che al tempo era utilizzato ai moli portuali per sorvegliare la merce scaricata e contenuta nelle balle scaricata dalle navi da trasporto merci. Il cane dal pigmento bianco in verità era adoperato sin dai tempi dei romani, in particolare per badare le armenti, visto il colore del manto che ben si prestava a distinguersi da quello di un eventuale predatore (lupo). Già il cittadino romano nel 60 d.C. Columella, nel suo "De de Rustica" accennava l'uso in terra iberica di particolari cani che i pastori utilizzavano per cacciare il lupo. Anche egli intendeva affermare che il pigmento bianco era il più opportuno perché nell'oscurità della notte ad esempio, il cane da pastore potesse ben distinguersi dal predatore, per contro, i cani da utilizzare per la sorveglianza o la guardia della fattoria, magari verso i ladri di bestiame o di animali da cortile preferibilmente, doveva avere il manto di pigmento scuro o nero, anche unicolore, per meglio mimetizzarsi favorito dalle tenebre notturne e meglio sorprendere il malfattore, oltre che per esercitare un effetto da subito dissuadente dal compiere dei misfatti nei confronti del fattore. In questo scritto si accenna alla somiglianza del cane, sia con manto bianco che scuro (per la conduzione del gregge o per la guardia della fattoria) alle fattezze morfologiche del lupo, quindi la testa triangolare, le orecchie portate erette, gli occhi leggermente obliqui e la taglia prossima a quella del lupo. La dentizione differisce nel senso che la lunghezza degli incisivi non è paritaria fra cane e lupo, come anche il raffronto delle dimensioni del teschio.

Nei territori germanici, un antico paragrafo di una legge del VII° secolo d.c. scritta in latino riportava una condanna oltre che un'ammenda pecuniaria per chi uccideva un cane capace di uccidere un lupo, oltre che avere la sonorità dell'abbaio tale da essere udita da almeno dal seconda o terza fattoria vicinante. La prima fonte storica attendibile che cita il cane da pastore come "Schaffhunde" si ebbe molto più tardi nel 1606 Conrad von Gessner (naturalista della prima metà del 1600) descrive appunto il cane da pastore come un cane predisposto all'addestramento per la guardia delle fattorie o degli armenti. Dal carattere impavido e coraggioso era di costituzione robusta ed in possesso di un forte abbaio. Era solito essere allevato con pigmento bianco per essere distinto dal lupo e per non essere cacciato o colpito da un'arma da fuoco al posto del predatore. Era solitamente fornito di un collare in ferro largo, dotato di cunei a punta a protezione della gola nei combattimenti occasionali con il lupo.

Nel 1701 il naturalista Hohberg nella sua opera "Georgica Curiosa" conferma e spiega l'utilizzo del pigmento bianco del pelo per il cane da pastore, cioè secondo lui, il lupo attaccando il gregge e ritrovandosi di fronte il cane da pastore, nel tempo avrebbe anche potuto desistere dal riferirsi a quel tipo di preda.

In ogni modo con la sempre più ridotta presenza dei lupi nei territori germanici l'esigenza del manto bianco non era più ritenuta utile ai fini dell'utilizzo come sopra specificato; la varietà cromatica ebbe modo di ampliarsi, almeno per gli utilizzi di lavoro e guardia.


La teoria delle origini di Max von Stephanitz

Il prologo storico, con alcuni dei riferimenti storici apposti è servito un po' per illustrare la complessità delle origini del cane da pastore; il precursore del moderno pastore tedesco. Come indica von Stephanitz nella tavola qui di sotto, sono due i ceppi di canis lupus, fra i quali uno di media taglia che hanno originato nel procedere dei millenni due ceppi genealogici e due tracciati distinti, ma cronologicamente in continua interazione. 

Il progenitore del cane da pastore che poi a seguito della selezione moderna, darà la vita alla razza del pastore tedesco, in definitiva è il canis familiaris optimae o cane dell'età del bronzo. Il raffronto del teschio con il pastore tedesco sembra essere una prova determinante. Del resto questo progenitore canino era già una risorsa per l'uomo del tempo poiché lo accompagnava nelle battute di caccia, o assolveva alle funzioni di sorveglianza o di guardia, quindi si parla sia di comunità umane stanziali dedite all'agricoltura o all'allevamento, come anche popolazioni nomadi, dedite alla caccia ed in continuo spostamento; in concreto era la dimostrazione dell'intreccio di profonde relazioni tra uomo e cane e quindi di una compiuta domesticazione di quest'ultimo.

La collocazione designata nel grafico per inquadrare il cane da pastore (progenitore a sua volta del pastore tedesco moderno) è la Germania, come anche i territori ad ovest, in riferimento al bacino mitteleuropeo, compresi quindi paesi come Francia, Belgio, Olanda.

In definitiva, tale teoria si sposa bene on altre conclusioni di zoologi ed autori di scritti della fine del secolo XIX° francesi ed inglesi che appunto accreditavano un'origine comune alla razza di cane da pastore diffusamente dislocata nei paesi del bacino europeo.

Ad esempio, Buffon, naturalista francese a cavallo tra il sec. XVII° e XVIII° descriveva due varietà ben distinte di cani da pastore, uno a pelo scuro con orecchie pendenti dalla coda portata discesa e l'altro a pelo bianco, delle regioni a nord con orecchie tese coda arricciolata di taglia media. Quindi al tempo nel comprensorio francese le varietà razziali del cane da pastore erano simili a quelle che alla fine del secolo XIX° - come è stato ben documentato da Max von Stephanitz nel suo libro "Deutsche Schaferhund in Wort und Bild" erano ormai ben presenti nei vari contesti regionali germanici: in definitiva un'unica stirpe di razza canina, sfociata poi nel pastore tedesco, come lo si intese in Horand, grazie al lavoro di selezione dei primi pionieri della costituenda razza.

origini pastore tedesco

albero genealogico pastore tedesco

Curiosità e storia:

Il pastore tedesco.. cane lupo?

Era molto in voga, già ad inizio del secolo, la dicitura "cane lupo", per descrivere sommariamente le fattezze morfologiche del pastore tedesco, mentre relativamente ad un precoce impiego nella polizia di stato tedesca (sin dal 1906), questi aveva guadagnato l'appellativo di "cane poliziotto; tuttavia si andrà a trattare solo il primo di questi aspetti che allora, nell'immaginario collettivo era ben consolidato..
Ciò era dovuto proprio alla somiglianza dei caratteri esteriori con il suo progenitore lupo. 
Il soma relativo e tipico del cane da pastore tedesco, con testa di forma cuneiforme, orecchie a punta portate erette, occhi con taglio leggermente obliquo e coda discesa (ai primi anni del 1900 prevalentemente il pigmento era grigio screziato) come si evince dallo schema cronologico di von Stephanitz deve essere stato originato anche grazie ai geni del lupo, attingendo alcune volte nel corso della sua evoluzione. Il fatto è che anche più recentemente, in definitiva e non solo in tempi ancestrali, come afferma von Stephanitz (molto schivo nell'ammettere tale insanguamento in tempi recenti), tale insanguamento ha avuto modo, seppur sporadicamente, di verificarsi, anche nelle generazioni prossime alla definizione della razza del cane da pastore tedesco.

Fece molto discutere nei primi anni del 1900 la discussione sortita fuori dalle "ingenue" dichiarazioni di Herr Otto Rahm di Wohlen (fondatore della SV in Svizzera) che appunto asseriva che Mores Plienigen (madre di Hektor Schaben x Horand Grafrath, nonchè Sieger del 1901) fosse stata generata in seconda generazione da un accoppiamento tra un cane da pastore ed un lupo (i genitori di Moresd erano Franz e Werra di proprietà dio Herr Broedbeck, nel Wuttemberg). Tale dichiarazione fu riportata dal Centralblatt (rivista canina del tempo) nel numero del 16 gennaio del 1903. Max von Stephanitz intervenne prontamente in questa discussione dichiarando che tale accoppiamento invece riguardava il bisnonno di Mores a suo dire effettuato "ufficialmente" presso il giardino zoologico di Stuttgart, nel 1881. Rettifica riportata nel numero seguente della stessa rivista cinofila del 30 gennaio del 1903.

Mégnin dal canto suo, in Francia, volle sperimentare nei primi decenni del 1900 degli accoppiamenti di cane domestico meticcio con degli esemplari di Lupo dei Vosgi. Ebbene, la somiglianza con il tipo alsaziano, cui egli faceva riferimento (disconoscendo di fatto il pastore tedesco in quanto tale) era visibile per certi tratti. Ciò che intendeva dimostrare era per l'appunto che la vicenda storica all'origine della varietà alsaziana, legata alla venuta dei monaci scozzesi nella valle del Munster, importatori di una razza di old scottish german shepherd del tempo (sec X°) incrociatasi secondo la leggenda, con la varietà autoctona di lupo.

Per concludere questo accenno agli incroci del cane da pastore con il sangue del lupo (di media taglia) basta citare una fonte autorevole come lo scrittore Herr Erich Strebel, autore del libro Die Deutschen Hunde" nell 1904-1905, secondo il quale, il famoso Philax von Eulau, il bianco (pigmento prevalentemente bianco con zone di pelo grigiastre) cane da pastore preso a modello dagli studenti della società Philax, altro non era che un incrocio di lupo con un cane da pastore. Philax era utilizzato per essere mostrato negli spettacoli itineranti (tipo circensi) ed in un'occasione simile, Herr Strebel vide per l'appunto dei Borzois (cani di origine russa utilizzati in muta per la caccia al lupo) che alla sola vista di Philax reagirono in modo identico a quello solito, come quando in presenza di un lupo di foresta. 

Il confronto delle raffigurazioni qui di lato con i due esemplari posti di profilo rendono l'idea dell'effettiva diversità, tra il pastore tedesco, rappresentato da Audifax von Grafrath (primi del 1900) e l'ipotetica risultante dell'incrocio di un cane da pastore con il lupo, incarnato invece da Philax von Eulau.




Riferimenti bibliografici:

Von Stephanitz Max, D Deutsche Schaferhunde u W. u Bild 1932, 1950 (engl. J. Schwabcher)

J. Scwabacher, Popular Alsatian, ediz 1967

Horowtitz Geo, The Alsatian, 3° ediz 1932

Mégnin P. Les chièn ediz Bailler 3 ediz 1926

Dechambre P. Nos chièns, 3 ediz 1922

Strebel E, Die Deutschen Hunden, 1904 -1905

a cura di Dario Sgroi

cane da pastore tedesco.info

Torna alla storia e all'origine del cane

Questo articolo è protetto dalle Leggi Internazionali di Proprietà.
E' PROIBITA la sua riproduzione totale o parziale, all'interno di qualsiasi mezzo di comunicazione
(cartaceo, elettronico, ecc.) senza l'autorizzazione scritta dell'autore.

Torna su

 

Torna alla Home collabora con difossombrone.it
Copyright © Difossombrone.it tutti i diritti sono riservati

Sito internet realizzato da VedaNet