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La storia del Bovaro delle Fiandre

bovaro delle fiandre

( "particolare delle testa del Bovaro delle Fiandre" - disegno di Federico Vinattieri )

Inizia nel 1970, la storia del Bovaro delle Fiandre in Italia. I coniugi Bandini (poi divenuti titolari dell'affisso dei Diavoli di Mannekenpis) importarono dal Belgio due ottimi soggetti - Tax de la Thudinie e Tendresse de la Thudinie - allevati dal compianto Justin Chastel, universalmente riconosciuto come il più autorevole esponente di questa razza che iniziò ad allevare nel 1930.
Tax e Tendresse incarnavano un ottimo tipo; le teste erano molte belle e dai corretti rapporti; la costruzione generale era corretta e molto solida; ottimo anche il carattere.
Entrambi divennero campioni italiani di bellezza e Tax fu anche il primo Bovaro delle Fiandre ad essere proclamato campione riproduttore.
Un altra femmina, sempre importata dai Bandini, deve essere ricordata: Xandra v.d. Buildrager, di bellezza somatica forse non esaltante ma con una testa molto bella dai decisi rapporti cranio-muso e molto espressiva.
Da Tax e da queste due femmine nacquero alcuni soggetti interessanti, non sempre omogenei tra di loro, alcuni da interpretare, ma comunque portatori di buone qualità.
Tra essi ricordo Boris, il cui mantello ideale (oggi purtroppo introvabile) rispondeva perfettamente ai dettami giustamente voluti dallo standard.
Poi il campione Corner, un po' alto sugli arti ma espressivo e di buon colore. Degna di nota per la buona costruzione generale, la buona testa e lespressione femminile la camp. di bellezza e riproduttore Elisabetta dei Diavoli di Mannekenpis, (nata nel 1978) divenuta capostipite dell'allevamento dei grandi saggi di Paola Magnetti.
Vi furono, in quel periodo, altri soggetti degni di nota proclamati campioni tra cui Zario du Posty Arlequin - soggetto corretto e di buon tipo ma, nell'insieme, un po' leggero di costruzione - (di Andrè Dondeynaz, titolare dell'allevamento des grands peupliers) e Calvo du Posty Arlequin, imponente e mascolino.
Da non dimenticare il camp. Leowolf dei Diavoli di Mannekenpis, vincitore anche in terra di Francia e l'ottimo camp. Hjertbraatens Adel (Bastiano per gli amici) di Gudrun Ciuti, titolare dell'affisso di Monte Oriolo.
In quegli anni, ancora pionieristici per l'allevamento italiano, vi fu qualche altro soggetto proclamato campione, ma inutile nascondere che il conseguimento di questo importante traguardo lasciò perplesso non soltanto me.
Un dato rilevante deve essere sottolineato: la partecipazione di Bovari delle Fiandre alle prove di lavoro. Il merito di aver fatto conoscere la razza sui campi di gara deve essere ascritto a Celso Rosati, il quale iniziò con una femmina denominata Grigia.
Molti i successi collezionati da questo valente addestratore con altri Bovari delle Fiandre tra cui Kangrande dei Diavoli di Mannekenpis e, tra gli ultimi, Excel della Silfa.
Ma nelle prove si distinse anche il camp. Sisto (Zario du Posty Arlequin x Lada du Rude Accueil) condotto da Rino Notinelli.
Tra gli altri soggetti di ottimo tipo che oggi si distinguono sui campi di gara per il grande temperamento campeggia il pluricampione Hibou dei Grandi Saggi di Gianni Fugazza.
Dopo i tre allevamenti citati, altri ne sono sorti in tempo successivo, ma questa è storia recente, nota a tutti. Il 1975 un anno importante perché vede la fondazione del CIBF (Club italiano Bovaro delle Fiandre), avvenuta a Novara presso la sede di un allevamento (rimasto senza storia perché in attività per pochissimi anni) di più razze.
Avevano accolto l'invito a presenziare molti esponenti del club francese, tra cui i coniugi Vernet.
Da allora a oggi, sei presidenti si sono succeduti alla guida del CIBF.

CIBF

 

 

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