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Esami collaterali per la ricerca degli ectoparassiti:
raschiati cutanei e Scotch-Test

a cura di Francesco Albanese
libero professionista
vetfra1@yahoo.it

Le malattie dermatologiche parassitarie del cane e del gatto sono tra le patologie più frequentemente osservate nella pratica clinica del Medico Veterinario. Dal momento che la maggior parte di esse sono zoonosi, una diagnosi precoce riduce il rischio di contagio all'uomo.
Tali patologie sono caratterizzate da una notevole variabilità di sintomi clinici che possono essere sovrapponibili ad altri gruppi di patologie dermatologiche, quali le allergie (dermatite atopica, ipersensibilità alimentare, dermatite allergica al morso della pulce), le malattie infettive (dermatofitosi, piodermite, leishmaniosi), ecc.
Una corretta raccolta dei dati anamnestici ed una oculata visita clinica sono fondamentali per stilare una lista di probabili diagnosi differenziali, in base alle quali poter scegliere gli esami diagnostici da eseguire.
Tra gli esami dermatologici complementari ve ne sono alcuni, di facile e rapida esecuzione, che dovrebbero essere sempre effettuati: il raschiato cutaneo, lo scotch test, il tricogramma, l'esame con la lampada di wood e l'esame citologico. 
Qui di seguito verranno trattati solo gli esami necessari per effettuare la diagnosi di ectoparassitosi e quindi il raschiato cutaneo e lo scotch test.

RASCHIATO CUTANEO

Il raschiato cutaneo andrebbe effettuato ogni qual volta ci sia un sospetto di malattia parassitaria.
E' un esame di grande utilità, di facile e rapida esecuzione e per il quale sono necessari solo pochi strumenti e materiali.
E' possibile effettuare due tipi di raschiato, uno superficiale ed uno profondo.
- Il raschiato superficiale è volto alla ricerca dei parassiti che vivono sulla superficie esterna della cute come il Sarcoptes, il Notoedres , la Cheyletiella, la Trombicula e di altre parassitosi meno frequenti come quelle sostenute da Dermanyssus gallinae, per le rarissime localizzazioni extrauricolari dell' Otodectes, ed occasionalmente per la ricerca dei pidocchi.
L'acaro della rogna sarcoptica, Sarcoptes scabiei var. canis, e quello della rogna notoedrica del gatto, Notoedres cati, hanno un ciclo vitale simile che si svolge completamente sull'ospite.
Essi vivono sulla superficie della cute scavando delle gallerie nello strato corneo superficiale ove le femmine depositano le uova. La loro localizzazione spiega perché, per la loro ricerca, siano sufficienti dei raschiati molto superficiali, che interessino solamente gli strati dell'epidermide senza che venga raggiunto il derma sottostante. In corso di queste parassitosi infatti, l'esecuzione di un raschiato troppo profondo con conseguente raggiungimento dei vasi dermici, potrebbe determinare un eccessiva emocontaminazione del preparato, rendendo meno agevole la lettura del vetrino. Ciò è particolarmente importante nella rogna sarcoptica dove solitamente si rinvengono pochi acari. Nella rogna notoedrica il numero dei parassiti è sempre molto elevato e, nelle forme croniche caratterizzate da gravi lesioni crostose, potrebbe essere sufficiente rimuovere manualmente il materiale crostoso per visualizzare un gran numero di parassiti. Il raschiato cutaneo superficiale può essere utilizzato anche per ricercare Cheyletiella spp, un acaro che vive sulla superficie dello strato corneo, soprattutto nei casi in cui siano presenti pochi parassiti o uova. 
Trombicula autumnalis è un acaro dal caratteristico color arancio che infesta gli animali nella fase larvale del suo ciclo biologico. E' possibile osservare ad occhio nudo tali parassiti, infatti gli acari si presentano come puntini di colore arancione che rappresentano le larve solitamente disposte in numerosi aggregati.
Anche in questo caso un semplice raschiato superficiale consente di diagnosticare la parassitosi. Più semplicemente, è sufficiente apporre una goccia di olio di vaselina sul materiale arancione, prelevarlo delicatamente e visualizzare gli acari al microscopio.
Otodectes cynotis è l'agente eziologico della rogna auricolare del cane e del gatto. Tali acari vivono nel condotto uditivo ed in rari casi possono moltiplicarsi esternamente ad esso e causare una dermatite pruriginosa.
Le localizzazioni extrauricolari più frequenti sono la faccia e la regione dorsale, specialmente nei gatti che vivono in comunità o che hanno l'abitudine di dormire assumendo la caratteristica posizione "acciambellata".
- Il raschiato profondo viene utilizzato invece per la diagnosi della rogna demodettica.
Demodex canis è un acaro commensale che vive nei follicoli piliferi e nelle ghiandole sebacee, per cui, per poterlo rinvenire, è necessario effettuare raschiati cutanei più profondi che interessino tutta l'epidermide fino al derma sottostante. Il raggiungimento del derma si evidenzia con l'esposizione dei vasi ma senza necessariamente determinare un vero e proprio sanguinamento da eccessiva lacerazione dei tessuti. La diagnosi di demodicosi è semplice dal momento che si rinvengono numerosi acari ai raschiati. Nei casi di demodicosi localizzata agli spazi interdigitali, spesso associata a marcata fibrosi ed a lesioni granulomatose, e nei soggetti di razza Shar-pei (che presentano un eccessivo spessore del derma), non è infrequente ottenere raschiati negativi. In tal caso, un tricogramma o una biopsia possono escludere o confermare una demodicosi.


TECNICA DI ESECUZIONE DEL RASCHIATO CUTANEO ED ALLESTIMENTO DEI VETRINI

La tecnica di esecuzione del raschiato differisce in base al parassita che si intende ricercare ed alla sua localizzazione nello spessore della cute.

- Raschiato superficiale:

E' opinione dell'autore che una corretta metodica di campionamento ed allestimento dei vetrini, aumenti considerevolmente la percentuale di rinvenimento dei parassiti, soprattutto in corso di rogna sarcoptica. 
Prima di raschiare la cute è imperativo effettuare la tricotomia mediante l'utilizzo di forbici curve o di una tosatrice avendo cura, specialmente se si utilizza quest'ultima, di lasciare qualche millimetro di pelo per evitare di rimuovere scaglie o lesioni che potrebbero contenere acari o loro uova e deiezioni.
La scelta delle aree da raschiare è fondamentale: infatti, se vogliamo aumentare la possibilità di rinvenire Sarcoptes scabiei, dobbiamo assolutamente cercare le lesioni caratteristiche della malattia, e cioè le papule crostose. La ricerca deve essere effettuata su tutto il corpo dell'animale e soprattutto in alcune aree quali la punta ed il margine del padiglione auricolare, la regione dei gomiti e dei garretti e la parte ventrale dell'addome e del torace, in quanto gli acari sembrano prediligere queste sedi. Bisogna evitare di raschiare le aree ulcerate dove la possibilità di trovare i parassiti è veramente scarsa dal momento che questi acari, come detto, albergano negli strati superficiali dell'epidermide. Vi sono alcune rare forme cliniche di rogna sarcoptica nel cane che vengono definite impropriamente "rogna crostosa o norvegese". Questa variante clinica, il cui nome è stato estrapolato dalla medicina umana, può colpire i soggetti immunodepressi o fortemente debilitati ed è caratterizzata dalla inusuale presenza di lesioni seborroiche e crostose che albergano numerossimi acari; in tali situazioni è sufficiente passare una lama sul materiale crostoso seborroico per ottenere vetrini diagnostici.
Per evitare di disperdere il materiale bisogna porre dell'olio di vaselina direttamente sulla cute o sullo strumento utilizzato per il raschiato. Si utilizza la vaselina perché non è irritante, perché è di consistenza densa ed evita la perdita del materiale prelevato e non è acaricida permettendo di visualizzare anche la vitalità dei parassiti. Alcuni autori consigliano l'utilizzo di una soluzione di idrossido di potassio al 10% ( 10% KOH), che ha una azione cheratolitica ed andrebbe usata quando sono presenti lesioni crostose o grandi quantità di scaglie, allo scopo di aumentare la possibilità di rinvenire i parassiti presenti in numero esiguo. Si scalda alla fiamma il vetrino e si aspettano 20' prima di osservare il preparato al microscopio, per dare al cheratolitico il tempo di agire. E' opinione dell'autore che un allestimento corretto del vetrino con l'olio di vaselina, rende superfluo l'utilizzo di tale prodotto.
Per effettuare il raschiato è possibile utilizzare una lama da bisturi con o senza portalama, un cucchiaio di Volkmann o una piccola spatola. Non esiste uno strumento che funzioni meglio dell'altro, dipende dalla familiarità che l'operatore ha con lo strumento che è abituato ad utilizzare; probabilmente è consigliabile non utilizzare strumenti troppo taglienti quando si campionano lesioni in vicinanza degli occhi.
Una volta raccolto il materiale devono essere allestiti più vetrini, magari aggiungendo ulteriore olio di vaselina ed amalgamando il materiale sugli stessi, in modo da evitare di ottenere vetrini con troppo materiale che renderebbe meno agevole la visualizzazione dei parassiti.
Tutti i vetrini devono essere coperti con un vetrino coprioggetto ed osservati attentamente al microscopio, avendo cura di chiudere parzialmente il diaframma e ridurre l'intensità della luce dal momento che il corpo della maggior parte dei parassiti è biancastro e quindi tendenzialmente trasparente al microscopio.
In corso di rogna notoedrica si seguono le stesse indicazioni, specialmente nelle forme iniziali dove le papule crostose rappresentano la lesione fondamentale. Spesso i gatti, soprattutto i randagi, vengono presentati con grosse croste proliferative che coprono l'intera testa e faccia ( casco notoedrico); in questi casi è sufficiente prelevare le croste, sminuzzarle in olio e allestire i vetrini come descritto per visualizzare un enorme numero di acari e uova. A differenza del Sarcoptes, il rinvenimento degli acari in questa parassitosi è molto semplice.

- Raschiato profondo:

Il raschiato profondo si effettua per la diagnosi della rogna demodettica. Poiché Demodex canis vive in profondità nei follicoli piliferi, è consigliabile tosare per bene le aree da raschiare e ricercare le lesioni dermatologiche che possono suggerire la sua presenza: zone alopeciche, comedoni, aree con follicolite e pustole centrofollicolari o, nelle forme più gravi, aree sede di foruncolosi e cellulite. Gli acari della rogna demodettica sono facili da trovare in quanto solitamente numerosi ai raschiati cutanei, talvolta però possono essere in numero esiguo o localizzarsi in fondo ai follicoli piliferi; prima di raschiare è quindi consigliabile "strizzare" la cute con le dita per facilitare la superficializzazione degli acari. Questa metodica, raramente utile in sede diagnostica, trova invece notevole utilità in corso del monitoraggio della malattia, che deve essere interrotta solo dopo che due raschiati, ripetuti a distanza di 3-4 settimane, abbiano dato esito negativo.
Un raschiato negativo non ci autorizza però ad escludere la malattia, per cui bisogna effettuare sempre raschiati multipli in diverse parti del corpo. 
Il raschiato deve essere profondo fino ad esporre il derma che si presenterà "arrossato" ma non necessariamente sanguinante. Molti proprietari non sono favorevoli a tale metodica quando vedono la presenza del sangue; è pertanto, compito del Veterinario far capire loro che si tratta di una metodica assolutamente indolore e necessaria per poter escludere la malattia.
Come già accennato in precedenza, anche un raschiato profondo correttamente eseguito potrebbe non evidenziare gli acari, soprattutto se stiamo osservando uno Shar-pei o se abbiamo un cane con gravi lesioni ai piedi come può accadere nei Bull dog affetti da pododermatiti croniche da demodicosi.
In questi casi è possibile cercare i parassiti effettuando la tecnica dello strappamento del pelo e, se negativa, con la biopsia cutanea.


TECNICA DEL NASTRO ADESIVO O "SCOTCH TEST"

E' una metodica alternativa al raschiato cutaneo raccomandata soprattutto per la ricerca della Cheyletiella spp., e più raramente dei pidocchi Trichodectes e Felicola , del Dermanyssus e potrebbe essere utile per confermare la presenza di pulci sul cane osservando le loro deiezioni e più raramente le uova. 
La più comune manifestazione clinica causata da Cheyletiella spp. è sicuramente la presenza di una seborrea secca a medie e grandi scaglie localizzata per lo più sulla regione dorsale. In realtà una buona parte di tale materiale è costituito dalle uova che l'acaro deposita sui fusti del pelo e dai corpi dei parassiti. Con l'utilizzo di una lente di ingrandimento è possibile evidenziare i parassiti che si muovono sull'epidermide dell'animale, tanto che gli autori anglosassoni definiscono tale aspetto clinico con il termine "walking dandruff" (forfora che cammina) dal momento che l'acaro è piuttosto grande, di colore biancastro e può essere confuso con le scaglie. Come per la demodicosi, il mancato rinvenimento degli acari non consente di escludere la malattia, specialmente quando ci sono pochi parassiti o nei gatti che solitamente ingeriscono gli acari durante le operazioni di toelettatura.
I pidocchi che più frequentemente infestano i nostri pazienti sono Trichodectes canis e Felicola subrostrata rispettivamente nel cane e nel gatto. Sebbene siano molto grandi e visibili ad occhio nudo è possibile che siano presenti solo pochi parassiti o uova, pertanto lo scotch test può essere utile per confermare la loro presenza.
Cani e gatti che vivono in vicinanza di pollai o dove sono presenti uccelli da gabbia, possono infestarsi con Dermanyssus gallinae. Tale acaro di grosse dimensioni e di colore rosso (quando ha fatto un pasto di sangue) ha un parassitismo temporaneo, nel senso che infesta cani e gatti solo per brevi periodi di tempo, abbandonando l'animale dopo essersi nutrito. Questo parassitismo transitorio ne rende difficile la visualizzazione che solitamente si effettua con lo scotch test.
Una delle patologie dermatologiche più frequenti nei paesi con clima temperato è sicuramente la dermatite da morso di pulce. Sebbene la diagnosi si basi sull'aspetto clinico delle lesioni, la visualizzazione delle pulci sulla cute e/o delle loro deiezioni, vi sono molti cani in cui la diagnosi non è così franca. Molti proprietari sono riluttanti a credere che il proprio animale possa avere un problema causato dalle pulci finché non vedono i parassiti sull'animale; lo scotch test è utile nel visualizzare le deiezioni delle pulci (soprattutto quando sono in scarsa quantità) che presentano una caratteristica forma "a virgola" ed un colore rosso intenso essendo costituite da sangue. Meno frequentemente questa tecnica può evidenziare le uova, facilmente riconoscibili per la loro grandezza. 

TECNICA DI ESECUZIONE DELLO "SCOTCH TEST"

La metodica è molto semplice. Alcuni testi suggeriscono l'utilizzo dello scotch No. 602 commercializato dalla 3M Co., ma è sufficiente utilizzare un comune scotch purché sia trasparente. E' possibile apporre il pezzo di scotch con la sua parte adesiva direttamente sul corpo dell'animale, ma così facendo si corre il rischio di non raccogliere i parassiti o le uova localizzate alla base dei peli, soprattutto quando presenti in scarso numero. La tecnica migliore è sicuramente quella di spazzolare il mantello con le mani o con un pettine a denti stretti e far cadere il materiale sul tavolo precedentemente ben pulito. Il materiale viene poi raccolto con un pezzo di scotch avendo cura di allestire più vetrini (foto 6).
A questo punto è possibile far aderire direttamente lo scotch sul vetrino ed osservarlo al microscopio, oppure apporre alcune gocce di lattofenolo o meglio di olio di vaselina tra il vetrino portaoggetti e lo scotch, in modo da visualizzare in maniera più nitida i corpi dei parassiti.
Ricordarsi sempre di chiudere il diaframma prima di osservare il preparato.


STRUMENTARIO NECESSARIO PER IL RASCHIATO CUTANEO:

  • Olio di vaselina (paraffina liquida)

  • Lama da bisturi o cucchiaio di Volkmann piuttosto ampio

  • Vetrini portaoggetti e coprioggetto

  • Forbici curve o tosatrice

  • 10% KOH

  • Accendino

 

LETTURE CONSIGLIATE


1) Albanese, F., Leone, F.
La rogna sarcoptica nel cane: studio retrospettivo di 118 casi
(giugno 1999-giugno 20001)
In: Veterinaria, anno 16, n.2, Giugno 2002


2) Moriello, K. Mason, I.
Diagnostic testing
In: Handbook of small animal dermatology
Pergamon, 1995; 19-22


3) Scott, D.W., Miller, W.H., Griffin, C.E.
Diagnostic methods
In: Muller & Kirk's - Small Animal Dermatology
Saunders Co, 2000; 101-107


4) Scott, D.W., Miller, W.H., Griffin, C.E.
Parasitic skin disease
In: Muller & Kirk's - Small Animal Dermatology
Saunders Co, 2000; 423

 

 

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