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Ematocrito
L'ematocrito è il rapporto tra particelle corpuscolate,
in primis i globluli rossi, e il plasma e spesso è espresso in percentuale.
Piccole variazioni di questo indice, specialmente se associate a particolari periodi, possono essere
fisiologiche. Un livello di ematocrito elevato comporta una maggiore densificazione del sangue, che fa più fatica
durante il tragitto nelle vene, mentre un livello più basso è indice di una maggiore fluidificazione del tessuto
sanguigno che comporta, spesso, anomalie nell'ossigenazione dei tessuti e stati di malessere generali.
Le alterazioni dell'ematocrito
Fluttazioni dell'ematocrito che coinvolgono decine di punti percentuale, non sono da considerarsi fisiologici e pertanto
potrebbero essere indici di malfunzionamenti dell'organismo.
Un ematocrito alto, ad esempio, è una conseguenza dell'abuso di sostanze alcoliche o di infezioni interne.
Valori eccessivamente bassi, a differenza, sono indici di anemie o altri difetti genici e di eventuali
malfunzionamenti dell'apparato filtratore.
Alcune apparentemente gravi alterazioni dell'ematocrito in realtà possono essere fisiologiche e, pertanto, del tutto
normali. In una donna in gravidanza, ad esempio, il livello dell'ematocrito scende normalmente di alcune unità. Queste
variazioni sono giustificate dalla compartecipazione del flusso sanguigno al nutrimento del feto in gestazione.
Curiosità: Livelli di ematocrito negli anfibi
Negli anfibi i livelli di ematocrito dipendono dal sesso dell'animale. Alcune rane, a esempio, hanno livelli di
ematocrito pari a 14 per gli esemplari di sesso maschile a 10 per gli esemplari di sesso femminile.

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