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Citochimica e
Istochimica
Introduzione
A cosa serve "indagare sulla vita" avendo come punto di
riferimento della questiona la Scienza? Dare una risposta a questa domanda
non è semplice come, ad una prima analisi, potrebbe apparire poiché si
deve ben definire il concetto di "analisi" in quei campi che
spaziano dalla biologia alla medicina, passando per tutto ciò che è
intermedio, come la neurologia, l'istologia e la citologia. Ai giorni d'oggi
si indaga sulla vita per fini strettamente medici o, in altri termini, per
effettuare delle diagnosi. Grazie a Pasteur abbiamo compreso che esiste un
livello di vita ben più piccolo rispetto a quanto è visibile dai nostri
occhi. La piccola cellula può essere studiata per comprendere il più
grande tessuto poiché cellula e tessuto sono due entità biologiche
strettamente correlate tra loro.
Lo sviluppo della Scienza Medica ha aperto nuove frontiere riguardanti la
comprensione e la lotta delle patologie che, in quanto tali, possono essere
molto eterogenee tra loro sia dal punto di vista della comparsa, ad esempio
in base all'età, sia per quanto riguarda la sintomatologia specifica. Le
malattie possono essere difficilmente rilevabili ad "occhio nudo"
e necessitano di sempre più sofisticati strumenti di analisi che, per
fortuna, sono a disposizione negli ospedali e nei laboratori diagnostici.
Per questo motivo per diagnosticare una patologia si deve, quasi sempre,
operare una ricerca microscopica o ancora più specifica, come nel caso dei
vari test genetici.
Esiste un livello più amplio di indagine patologica che coinvolge la
popolazione. L'influenza stagionale è un chiaro esempio in quanto una
intera popolazione ne viene colpita. Una patologia, oltre che un evento
possibile in una comunità, è in prima istanza una realtà che colpisce il
singolo individuo.
Il virus dell'influenza stagionale colpisce, nel mondo, decine di milioni di
persone ma per essere rilevato in modo preciso l'analisi viene fatta sul
singolo e non sulla popolazione, che rappresenta la diretta conseguenza
delle indagini effettuate. Quando una patologia è manifesta, o quando si
sospetta sia in corso od in fase di formazione, è possibile individuarla
mediante l'analisi dei tessuti (istoanalisi), delle singole cellule (citoanalisi)
o dei fluidi corporei da questi prodotti. Nonostante la complessità
dell'organismo è relativamente facile diagnosticare una patologia.
Il tessuto è costituito da una varietà di elementi di caratterizzazione
morfologica, chimica e funzionale differente. Nel tessuto c'è una unità
base, ovvero la più piccola unità funzionale che ricalca la fisiologia del
tessuto stesso, che è la cellula. Dagli studi citologici, ovvero dagli
studi sulla cellula, si osserva la sua struttura ed ultrastruttura interna.
Il citoplasma, il nucleo, il REL, i mitocondri e i corpi del Golgi sono
soltanto alcune delle strutture che hanno una specifica funzionalità e che
possono essere apprezzate grazie all'analisi microscopica.
L'indagine del tessuto in modo globale, ovvero l'analisi della sua
morfologia e della sua funzionalità, è in diretta correlazione con
l'analisi morfofunzionale delle cellule che lo compongono. La necrosi di un
tessuto, ad esempio, è l'effetto globale che si vede nel tessuto ma la cui
causa è da ricercare nella singole cellule che formano il tessuto. Ci sono
tanti altri esempi per comprendere come indagine tissutale ed indagine
citologica vanno di pari passo e si svolgono per fini curativi, come ad
esempio la ricerca di tumori, o per fini esclusivamente diagnostici come
avviene nella ricerca della sclerosi laterale amiotrofica per la quale non
ci sono, al momento, cure. Per poter effettuare l'indagine istologica ci si
deve affidare a degli strumenti osservando dei protocolli di lavoro o, più
semplicemente, delle tecniche. Gli "strumenti" sono tutti i mezzi
mediante i quali viene svolta l'indagine mentre con il termine
"tecniche" si indicano le varie procedure con le quali viene
operata l'indagine. Il microscopio è uno strumento mentre la colorazione
del campione è una tecnica. Con il microscopio, che è uno strumento, si
osserva ciò che si colora, mediante la tecnica.
Esistono differenti tipi di strumenti e, per ognuno di essi, possono
esistere differenti modelli proprio come esistono diverse tecniche, usate
perlopiù con protocolli simili. I microscopi, ad esempio, rappresentano una
classe eterogenea di strumenti "per vedere il piccolo"
contraddistinta da differenti modelli (microscopi ottici, elettronici, a
fluorescenza). Ogni microscopio, inoltre, ha una propria peculiarità in
quanto può essere formato da lenti di diversa qualità, o elementi solidi
che assicurano una maggiore precisione nell'analisi. Di per sé il solo
microscopio non serve a molto se non si adottano delle metodologie con le
quali si rende possibile la visualizzazione del preparato cito-istologico.
Vedremo in avanti questi "protocolli" con i quali è possibile
osservare, più o meno in dettaglio, i compartimenti tissutali o cellulari
e, per adesso, possiamo limitarci nel dire che utilizzando diverse tecniche
possiamo fare in modo di immobilizzare l'attività tissutale, per prevenire
i fenomeni di autolisi, colorare opportune zone in base a determinati
fattori propri del campione che possono, ad esempio, essere la presenza di
lipidi, di zuccheri, di acidi nucleici o di proteine in genere.
L'osservazione del campione può anche essere ripetuta nel tempo ma per fare
questo è necessario impedire la degradazione del campione, dovuta alle
reazione di autolisi tipiche dei tessuti viventi. Mediante l'utilizzo degli
strumenti e l'applicazione delle tecniche, nuovamente, è possibile
includere il tessuto in un ambiente adatto ad essere conservato per anni, se
non decenni, preservandone però lo stato per garantire una sufficiente
qualità di analisi dello stesso nel corso degli anni.

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