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Articolo sul reato di maltrattamento

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reato

l'ON. ENZO RAISI, CON INTERROGAZIONE PARLAMENTARE, PONE IL QUESITO AI MINISTRI LIVIA TURCO E PAOLO DE CASTRO.
link al sito camera.it


L' Odinanza che vieta il taglio degli orecchi e delle code ai cani Ŕ stata emanata il 12 gennaio 2007 e parzialmente corretta il 28 marzo 2007. 
Dopo tali date i veterinari e gli allevatori italiani non possono amputare i cani, fatta eccezzione per le code di quelle razze il cui standard internazionale FCI lo preveda e consenta.
In pratica la legislazione italiana si Ŕ adeguata agli standard europei in materia di caudectomia e conchettomia, vietando il taglio orecchi e limitando quello delle code ai primi 7 giorni di vita con obbligo di certificazione veterinaria.
Tralasciando le considerazioni etico-morali e le discussioni che l'Ordinanza Turco ha immancabilmente sollevato all'interno del mondo della cinofilia, resta il fatto che gli allevatori si sono in massima parte adeguati alla norma.
Oggi, la cessione a terzi di un cane amputato, rappresenta per l'allevatore un rischio troppo elevato, dal quale Ŕ consigliabile rifuggire, al di lÓ delle opinioni personali in merito.
Coloro che invece continuano a proporre al pubblico cani "operati", incorrono in responsabilitÓ penali personali. 
Le Istituzioni competenti, per effetto dell'interpellanza presentata dall'on. Raisi, vengono richiamate ad esprimersi, ma resta un fatto grave che crea danni, sia all'immagine, che alle tasche degli allevatori italiani: la sleale concorrenza di chi výola la legge e il favoreggiamento di queste maleficenze da parte delle organizzioni cinofile, che a tutt'oggi non hanno preso posizione ufficiale e univoca in materia.
Ricordo che nel 2004 all'expo mondiale tedesca di Dortmund, non hanno potuto partecipare i cani con orecchi e code tagliate, senza alcuna distinzione di origine o provenienza, in osservanza alle disposizioni di legge, che la Germania aveva emanato a suo tempo.
Svizzera, Olanda, Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia, Germania ecc...sono tutti Paesi allineati al divieto delle amputazioni canine, ma tale divieto viene naturalmente esteso alle manifestazioni cinofile che si svolgono sul loro territorio. 
In Italia invece no!!!!
Nel nostro Paese i cani non si devono amputare, ma si possono esporre, l'Enci, fino ad ora, non vieta ne il "giudizio" in expo o in prova, ne tantomeno nega l'iscrizione ai libri genealogici.
Il rispetto e il controllo dell' Ordinanza Turco Ŕ paradossalmente imposta ai singoli (allevatori e veterinari)e non all' Ente preposto al controllo della selezione dei cani e ai suoi affiliati (club di razza).
Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro, un decreto ministeriale "allinea-orecchie", come se in questa Repubblica per recepire le disposizioni di legge servissero due "colpi", il primo per i poveri cristi, l'altro, senza spese o sanzioni, a beneficio di coloro che contano?
Gli allevatori italiani di cani di razza, si adoperano ogni giorno per convinvere il pubblico ed i propri acquirenti ad accettare e preferire i cani integri, mentre i "furbetti del cagnolino" li espongono, li giudicano, li iscrivono, tranquillamente amputati, come se nulla fosse. 
Un sentito ringraziamento all'On. Enzo Raisi che ha dato voce alla nostra richiesta di giustizia.

Associazione Allevatori Cinotecnici Italiani
Sede legale in Via Calzolerie1 - Sede operativa Via Canova,84 ľ 40038 di Vergato Bologna
051.915393 - Fax 051.915078 - www.assocani.com - info@ilcinofilo.com 
partita IVA e CF 02281331203

 

- Fonte: info@ilcinofilo.com

 

 

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